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Alessandria d'Egitto, fondata nel 331 a.C. da Alessandro Magno, custodisce tesori storici che lasciano a bocca aperta.
Questa città millenaria fu sede della celebre Biblioteca, contenente più di 700.000 volumi, e del maestoso Faro alto circa 135 metri, una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico.
Si estende per 32 km lungo la costa mediterranea, rappresentando il principale porto del paese.
Cose da vedere ad Alessandria d'Egitto: quali sono le principali attrazioni?
Tra le numerose attrazioni da vedere ad Alessandria d'Egitto spiccano cinque località su tutte. Vediamole di seguito nel dettaglio.
La Biblioteca di Alessandria (Bibliotheca Alexandrina): moderno centro culturale che celebra l'antica biblioteca, con milioni di libri, musei e spazi espositivi.
Il Forte di Qaitbey: fortezza mamelucca sorta sui resti del leggendario Faro, con museo marittimo e viste panoramiche sul Mediterraneo.
Le Catacombe di Kom el-Shoqafa: intricato sistema di tombe sotterranee che fonde influenze egizie, greche e romane.
La Colonna di Pompeo: la più grande colonna trionfale romana al di fuori di Roma, con sfingi tolemaiche e uno scarabeo in granito.
La Corniche: il lungomare cittadino, cuore pulsante della vita alessandrina.
Il sito del Faro di Alessandria: una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico, oggi scomparso ma di grande significato storico.
La città è inoltre famosa per i resti archeologici subacquei nel porto orientale, ancora in parte inesplorati.
1.La Biblioteca di Alessandria
La leggendaria Biblioteca di Alessandria rappresenta uno dei più grandi simboli della conoscenza dell'antichità.
Questo straordinario centro culturale, che ha attraversato i millenni nella storia e nell'immaginario collettivo, continua ancora oggi a essere fonte di ispirazione.
Nel III secolo a.C., durante la dinastia tolemaica, nacque questo ambizioso progetto culturale.
Sebbene l'ideazione possa essere attribuita a Tolomeo I Sotere, fu suo figlio Tolomeo II Filadelfo a dare un impulso decisivo alla costruzione e all'arricchimento della biblioteca.
L'istituzione era annessa al Mouseion (il Museo), un complesso più ampio dedicato alle Muse che rappresentava un vero centro di ricerca dell'epoca.
Dopo secoli di oblio, l'antica biblioteca è rinata nel 2002 con l'inaugurazione della moderna Bibliotheca Alessandrina.
Questo straordinario edificio, progettato da un gruppo di architetti norvegesi, statunitensi e australiani, si presenta come un imponente cilindro di vetro e alluminio di 160 metri di diametro, tagliato in obliquo di fronte al mare.
Al suo interno è possibile ammirare:
Una sala di lettura di 70.000 m² sostenuta da colonne con capitelli a forma di fiore di loto.
Collezioni fino a 8 milioni di volumi.
Un planetario considerato tra i più avanzati al mondo.
Il Museo delle Antichità, con reperti archeologici dell'antica Alessandria.
Laboratori di restauro per la conservazione di manoscritti antichi.
La facciata esterna è decorata con caratteri di diversi alfabeti, simbolo di apertura alla conoscenza universale.
Oltre alla funzione di biblioteca tradizionale, il centro ospita progetti di digitalizzazione come il "Million Book", che mira a preservare il patrimonio culturale egiziano.
La Nuova Bibliotheca Alessandrina è un omaggio al passato, che vuole simboleggiare un ponte verso il futuro della conoscenza.
Questo rende Alessandria una meta imperdibile per i viaggiatori appassionati di cultura e storia.
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2.Il Forte di Qaitbey
Maestoso e imponente, il Forte di Qaitbey si erge sulla costa mediterranea di Alessandria a guardia della città.
Rappresenta uno dei monumenti più iconici e storicamente significativi dell'Egitto.
Nel 1477 il sultano mamelucco Al-Ashraf Abu Al-Nasr Qaitbey ordinò la costruzione di questa fortezza difensiva per proteggere Alessandria dalle minacce navali provenienti dal Mediterraneo.
I lavori durarono circa tre anni, terminando nel 1480.
Il forte sorge esattamente nel punto in cui si trovava l'antico Faro di Alessandria, una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico.
Quella straordinaria torre, distrutta da una serie di terremoti tra il XIII e il XIV secolo, aveva guidato i marinai verso il porto per secoli.
Il sultano Qaitbey ordinò ai suoi ingegneri di riutilizzare le pietre del faro crollato per la costruzione della cittadella: molti elementi architettonici presenti nel forte, come le colonne di granito rosso nella moschea interna, sono probabilmente recuperati proprio dalla struttura originaria.
Oggi il Forte di Qaitbey ospita un interessante museo marittimo con reperti provenienti da scavi subacquei nel porto di Alessandria, tra cui oggetti dell'antico Faro.
Dalle sue mura i visitatori godono di viste panoramiche mozzafiato sul Mediterraneo, particolarmente suggestive al tramonto.
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3. Le Catacombe di Kom el-Shoqafa
Le Catacombe di Kom el-Shoqafa, nascoste nelle profondità del suolo alessandrino, sono uno dei tesori più affascinanti e misteriosi dell'Egitto greco-romano.
Considerati una delle sette meraviglie del mondo medievale, questi labirinti sotterranei offrono un viaggio unico attraverso secoli di storia e un punto d'incontro straordinario tra culture diverse.
Il nome "Kom el-Shoqafa", in arabo "collina di cocci", deriva dai numerosi frammenti di ceramica ritrovati nell'area prima della scoperta delle tombe sottostanti. Le catacombe risalgono al II secolo d.C.
e furono utilizzate ininterrottamente fino al IV secolo d.C., durante l'occupazione romana dell'Egitto.
Scavate nella roccia calcarea fino a oltre 30 metri di profondità, si sviluppano su tre livelli sovrapposti, con l'ultimo attualmente allagato e inaccessibile.
L'accesso avviene attraverso una scala a chiocciola che scende attorno a un enorme pozzo circolare, usato anche come fonte di luce, ventilazione e per calare le salme nel luogo di riposo finale.
Al primo livello si trova una sala rotonda con soffitto a cupola e un triclinium, la sala da pranzo per i banchetti funebri in onore dei morti.
Il secondo livello è invece decorato con sculture e fregi che mostrano una straordinaria fusione tra stile egizio, romano e greco: tre enormi sarcofagi in pietra ricavati nella roccia, pannelli con Osiride mummificato da Anubi, e figure mitologiche come Medusa, che avrebbe pietrificato i saccheggiatori.
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4.La Colonna di Pompeo
La Colonna di Pompeo porta con sé un enigma storico che attira da sempre la curiosità dei visitatori.
Questo imponente monolito in granito rosso domina l'area archeologica della città, dando un assaggio della maestosità della potenza imperiale.
Contrariamente a quanto suggerisce il nome, la colonna non ha alcun legame con il generale romano Pompeo. Fu infatti eretta intorno al 300 d.C. per commemorare la vittoria dell'imperatore Diocleziano su una ribellione alessandrina.
Alta circa 30 metri, è la più grande colonna trionfale romana costruita al di fuori di Roma e Costantinopoli.
Originariamente nota come "Colonna degli Asswari" o "Colonna Teodosiana", ricevette l'erronea denominazione attuale dai crociati, convinti che segnasse il luogo di sepoltura di Pompeo Magno, assassinato in Egitto nel 48 a.C.
L'iscrizione greca alla sua base rivela invece la dedica all'imperatore Diocleziano, omaggio degli alessandrini per il ritorno della pace dopo la repressione della rivolta.
Intorno alla colonna si trovano due sfingi di epoca tolemaica e uno scarabeo in granito rosa, considerato il secondo più grande d'Egitto.
Si narra che Cleopatra VII avesse portato tre statue da Heliopolis per decorare il vicino tempio di Serapide. La precisione della scultura, con il corpo cilindrico ricavato da un unico blocco di granito di Aswan, è apprezzabile in tutta la sua grandezza solo standovi accanto.
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5.La Corniche
Il lungomare di Alessandria, chiamato la Corniche, è la parte più movimentata della città, dove il passato coloniale si fonde con la vita contemporanea egiziana.
Questo viale panoramico, costruito negli anni '30 sotto il regno di re Fouad I, offre un'esperienza unica tra brezza marina e cultura mediterranea.
La Corniche si sviluppa per diversi chilometri lungo la costa cittadina, collegando il Forte di Qaitbey all'area del Ponte Stanley.
Durante una passeggiata lungo questo percorso si possono ammirare splendide viste sul Mar Mediterraneo.
Nonostante il traffico intenso, l'atmosfera rimane affascinante, specialmente al tramonto quando le luci della città si riflettono sul mare.
Lungo la Corniche si trovano numerosi caffè tradizionali dove gli alessandrini sorseggiano tè e giocano a backgammon.
Tra le esperienze più suggestive offerte dalla città c'è sicuramente la sosta al caffè Azza, dove si può gustare un gelato o un caffè mazboot seduti su sedie rosse con le onde che lambiscono i frangiflutti.
Il lungomare offre anche diverse attività: noleggio di biciclette, nuoto, prendere il sole e partecipare a eventi culturali e musicali.
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6.Le spiagge di Alessandria d'Egitto e il mare
Alessandria si affaccia sul Mar Mediterraneo con più di 32 km di costa, offrendo numerose opzioni balneari per chi vuole godere del mare durante la visita.
Le spiagge più frequentate e accessibili si trovano lungo la Corniche e nelle zone limitrofe.
Tra le più popolari ci sono la spiaggia di Stanley, nei pressi dell'omonimo ponte, e quella di Montazah, situata all'interno dei giardini del palazzo reale: quest'ultima è considerata una delle più belle e tranquille della città, con acque relativamente pulite e un'atmosfera rilassante lontana dal caos urbano.
Il periodo migliore per godere del mare ad Alessandria è l'estate, da giugno a settembre, quando le temperature sono calde e il cielo è sereno.
Tuttavia, grazie al clima mediterraneo, è possibile godere anche della primavera e dell'autunno, con temperature miti, perfette per passeggiate sul lungomare.
È bene sapere che alcune spiagge sono a pagamento o riservate agli ospiti di hotel e resort, mentre altre sono liberamente accessibili.
In ogni caso, il mare di Alessandria resta uno degli elementi più caratteristici e amati della città.
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7.Alessandria d'Egitto è pericolosa?
È una domanda lecita che molti viaggiatori si pongono prima di partire. In linea generale, Alessandria è considerata una delle città egiziane più sicure per i turisti, e accoglie ogni anno un grande numero di visitatori stranieri senza particolari problemi.
Come in qualsiasi grande città, è comunque opportuno seguire alcune precauzioni:
Evitare zone periferiche isolate, specialmente di notte, e preferire le aree turistiche e i quartieri centrali.
Fare attenzione ai borseggi nei luoghi affollati come mercati e mezzi pubblici.
Rispettare le norme culturali locali: abbigliamento adeguato, specialmente nelle moschee e nei luoghi religiosi, aiuta a evitare situazioni spiacevoli.
Affidarsi a guide e tour operator locali affidabili per muoversi con serenità, specialmente nelle prime visite.
Consultare le indicazioni aggiornate del proprio Ministero degli Affari Esteri prima della partenza e stipulare un'assicurazione di viaggio adeguata.
Nel complesso, con la giusta preparazione e qualche semplice accorgimento, Alessandria d'Egitto è una destinazione accessibile e sicura, in grado di regalare un'esperienza culturale e storica di grande valore.
8.FAQs
1- Quale aneddoto storico è legato alla fondazione di Alessandria d'Egitto da parte di Alessandro Magno?
La leggenda narra che nel 331 a.C. il condottiero macedone non solo scelse il luogo per fondare la città, ma ne tracciò personalmente la pianta geometrica sul terreno utilizzando una manciata di grano.
2- Chi furono i committenti del progetto culturale che includeva la leggendaria Biblioteca?
L'ideazione della biblioteca si attribuisce a Tolomeo I Sotere, ma fu suo figlio Tolomeo II Filadelfo a dare il reale e decisivo impulso alla sua costruzione, annettendola al Mouseion, un grande centro di ricerca dedicato alle Muse.
3- In che modo i materiali del Faro di Alessandria, distrutto dai terremoti, sono visibili ancora oggi?
Quando il sultano mamelucco Al-Ashraf Abu Al-Nasr Qaitbey ordinò la costruzione del forte difensivo nel 1477, impose agli ingegneri di riutilizzare i blocchi di pietra del faro crollato.
Molti di questi elementi storici, comprese le colonne in granito rosso, sono tuttora integrati nella moschea interna della fortezza o esposti nel museo marittimo del sito.
4- Da dove deriva il nome "Kom el-Shoqafa" e quale particolarità presentano le sue stanze sotterranee?
In arabo il nome significa letteralmente "collina di cocci", denominazione dovuta ai tantissimi frammenti di ceramica ritrovati nell'area prima degli scavi.
Tra le sue stanze calcaree sotterranee spiccano un triclinium (sala da pranzo per i banchetti funebri in onore dei defunti) e decorazioni mitologiche uniche, come le raffigurazioni della Medusa, simbolo protettivo destinato a scoraggiare i profanatori delle tombe.